[A00765]
acconciare [ac-con-cià-re] v. (ind.pres. accóncio ecc., fut. acconcerò ecc.)
1 non com. Rendere acconcio qlco., disporlo nel modo migliore, metterlo in ordine
2 Riparare, accomodare qlco.: acconciare il tetto, le grondaie; in senso fig., risolvere, definire una questione: acconciare un problema
3 Preparare, predisporre qlco.: acconciare i ferri del mestiere, l’animo
4 Migliorare l’aspetto di una persona curandone l’abbigliamento e, in partic., la pettinatura: acconciare una sposa per la cerimonia; con arg. indicante un capo di vestiario o i capelli richiede la specificazione della persona: acconciare i capelli alla figlia; acconciarle l’abito
5 ant. Sistemare una persona in maniera opportuna, accasandola, spec. nell’espressione: acconciare qlcu. in matrimonio
6 ant. Mettere d’accordo due parti in contrasto
7 ant. Cucinare, preparare cibi per un pranzo: «Chichibio […] acconcia la gru» (Boccaccio)
acconciarsi
1 non com. Predisporsi, prepararsi ad affrontare qlco.: acconciarsi a un passo estremo; anche con l’arg. espresso da frase (introd. da a): acconciarsi a uscire
2 non com. Adattare le proprie idee e convinzioni a quelle di qlcu.: acconciarsi all’opinione comune
3 ant. Mettersi d’accordo con qlcu., spec. nella loc. acconciarsi con Dio, riconciliarsi con Lui