[G34564]
giustificare [giu-sti-fi-cà-re] v. (giustìfico, giustìfichi ecc.)
◆ v.tr. sogg-v-arg
1 Riconoscere qlcu. o qlco. come moralmente scusabile per assenza di malizia [SIN] scusare, scagionare: giustificare i peccatori, le debolezze, i peccati; nel l. teologico, rendere puro qlcu., liberarlo dalla colpa, redimerlo dal peccato: Dio giustifica l’uomo attraverso il battesimo
2 Ritenere qlcu. non colpevole; accettarne le giustificazioni: giustificare l’alunno, il dipendente
3 Spiegare, motivare le ragioni di un determinato comportamento o atteggiamento: giustificare un’assenza, un ritardo; freq. con la specificazione della motivazione: giustificare la propria condotta come una necessità dettata dalle circostanze
▪ giustificare una spesa, un pagamento, le entrate, le uscite, comprovarne con documenti la realtà o dimostrarne la regolarità e legittimità
4 Rendere ammissibile, legittimo qlco.: la violenza subita giustifica la sua reazione; le premesse del discorso non giustificano le conclusioni
▪ nel detto il fine giustifica i mezzi, in vista di uno scopo alto, sono ritenuti leciti tutti i sistemi atti a raggiungerlo
5 tip. Accomodare la spaziatura di una linea per ottenere la giustezza tipografica; conformare un testo alla stessa giustezza
giustificarsi
◆ v.pronom. sogg-v Scusarsi; dare ragione del proprio operato [SIN] scagionarsi, difendersi, discolparsi: non devo giustificarmi; freq. con specificazione della causa: ti sei giustificato per l’assenza di ieri?
[ETIMO] dal lat. tardo iustificàre, comp. di class. iūstus “giusto” e il tema di făcere “fare” (cfr. -ficare)
[DATA] sec. XIV; a. 1972 (5)