[L44399]
lodare [lo-dà-re] (ant. laudare) v. (lòdo ecc.)
◆ v.tr. sogg-v-arg
1 Approvare esplicitamente qlcu. o qlco. con parole di lode [SIN] elogiare: lodare un allievo molto diligente; lodare le buone intenzioni, la generosità di qlcu.
2 Rivolgere lodi alla divinità; celebrarla con preghiere e riti: lodare Dio, la Madonna con un inno in suo onore
▪ “Sia lodato Gesù Cristo!” “Sempre sia lodato”, formula di saluto e relativa risposta in uso tra i religiosi
▫ sia lodato il cielo, Dio, Iddio!, Dio sia lodato!, esclamazioni di gioia o di sollievo usate quando si è ottenuto qlco. o si è avverato ciò che si desiderava
lodarsi
◆ v.pronom. sogg-v Esaltare la propria persona, pronunciare espressioni di lode sulle proprie doti e abilità [SIN] vantarsi: ha la cattiva abitudine di lodarsi troppo
▪ non faccio per lodarmi, espressione di finta modestia, che ha lo scopo di attenuare ciò che si sta per dire: non faccio per lodarmi, ma a scuola riesco bene
▫ nel prov. chi si loda s’imbroda, chi si esalta o elogia troppo finisce per danneggiarsi
◇ sogg-v-prep.arg Compiacersi, proclamarsi soddisfatto di qlcu. o di qlco.: «Alla prova, poi, non ebbe che a lodarsi dell’acquisto» (Manzoni)
[ETIMO] lat. laudāre, denom. di lāūs (genit. lāūdis) “lode”; in lodare monottongazione di -au- per tradiz. pop.
[DATA] “laudare” sec. XIII