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parare [pa-rà-re] v.
1 Addobbare qlco. con i paramenti
2 Bloccare, schivare, neutralizzare un colpo, un attacco diretto a offendere, anche in senso fig.: parare un colpo, un pugno, una sciabolata; parare le critiche, le accuse
3 Nel calcio e in altri sport, bloccare la palla tirata da un avversario evitando che entri in rete: il portiere ha parato un tiro difficile; parare un rigore
4 Schermare, fermare qlco. che disturba: la tenda sulla terrazza para la pioggia e il sole; riparare, difendere una parte del corpo: parare il viso con le mani; anche con specificazione della persona: parare gli occhi al bambino
5 non com. Porgere, mettere avanti qlco.: parare le mani, il piatto
6 tosc. Mandare, spingere innanzi il bestiame: parare i buoi, il gregge
7 ant. Preparare, allestire qlco.: parare un banchetto
pararsi
1 In combinazione con l’avv. davanti e, meno freq., innanzi, presentarsi in modo improvviso davanti a qlcu.: all’uscita della strada mi si è parato davanti un vigile; anche in senso fig.: grosse difficoltà mi si sono parate davanti
2 Ripararsi da qlco.: pararsi dal vento, dalla pioggia; anche fig.: pararsi dalle accuse