[P57008]
perdonare [per-do-nà-re] v. (perdóno ecc.)
◆ v.tr. sogg-v-arg-prep.arg
1 Assolvere qlcu. per qlco. che ci ha offeso o danneggiato, rinunciando alla vendetta nei suoi confronti: perdonare gli amici del brutto scherzo; mi perdoni per il ritardo?; spesso il secondo arg. è sottinteso: non potrà mai perdonarmi
2 Condonare un errore a qlcu.; dimenticare un’offesa subita, rinunciando alla vendetta e offrendo il proprio perdono [SIN] scusare: non perdona uno sgarbo a nessuno; ti perdono l’offesa, la mancanza; in espressioni di cortesia viene usato per scusarsi del disturbo; il secondo arg. o entrambi gli arg. possono essere sottintesi: perdona il disturbo, il ritardo, la sincerità, la franchezza; perdoni, mi sa indicare dov’è la cattedrale?
▪ non perdonarla a qlcu., serbargli rancore e cercare di fargliela pagare
▫ perdonare una pena, un castigo, condonarli
3 Nel l. religioso, rimettere a qlcu. un peccato contro le leggi divine: Dio perdona i peccati a chi si pente
4 Comprendere qlco. mostrando indulgenza e comprensione verso qlcu. [SIN] compatire, scusare: cerca di perdonargli il suo carattere scontroso
◆ v.intr. (aus. avere) sogg-v Essere indulgenti, rinunciare alla vendetta; è usato spec. in espressioni negative: una persona che non perdona; in senso fig., concedere una via di scampo, dare la possibilità di salvarsi, solo in espressioni negative: è un critico che non perdona; questa malattia non perdona
perdonarsi
◆ v.pronom. sogg-v Detto di due o più persone, assolversi l’un l’altro, dimenticare gli sgarbi: i due fratelli si perdonarono
[ETIMO] lat. mediev. perdonàre, tratto dal class. condonāre con sostituzione di pref. (per- intens.)
[DATA] sec. XIII