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purgare [pur-gà-re] v. (purgo, purghi ecc.)

v.tr. sogg-v-arg

1 Purificare, depurare qlco. eliminando scorie e impurità: purgare le pelli, i filati; purgare un canale; purgare il sangue

2 Somministrare a qlcu. una purga per liberare l’intestino: purgare il bambino dopo l’indigestione

3 fig. Scontare, espiare colpe facendo atto di penitenza: devo purgare i miei peccati di gola

4 fig. Rivedere un’opera per eliminare le imperfezioni e gli errori, perlopiù di natura stilistica, e conformarla alla norma linguistica: purgare un testo; purgare il lessico, la sintassi; privare un’opera di parti oscene e ogni altro difetto che possa offendere la morale comune [SIN] emendare: purgare il linguaggio; purgare un’opera teatrale, un film

purgarsi

v.pronom. sogg-v

1 Prendere una purga o subirne gli effetti con l’evacuazione dell’intestino

2 fig. Liberarsi dei propri peccati e delle proprie colpe con la penitenza [SIN] purificarsi: «quel secondo regno / dove l’umano spirito si purga» (Dante)

[ETIMO] lat. purgāre “pulire”, deriv. di pūrus “puro”

[DATA] sec. XIV